L'marchio di garanzia della ferita del midollo spinale è deperimento progressivo del tessuto al formato di danno. La ricerca precedente del Kalderon ha indicato che il midollo spinale può ripararsi in inizi dopo che la ferita ma è contrastata nei relativi sforzi durante la seconda o terza settimana da determinate cellule che ostruiscono il processo di riparazione.
Nella ricerca più iniziale sui ratti con i cavi che completamente sono stati divisi, Kalderon poteva mostrare quella radioterapia, simile a quella utilizzata nel trattamento del cancro, dato localizzato al luogo della lesione durante la terza settimana che segue la ferita ha aiutato il midollo spinale a guarirsi eliminando le cellule che interferiscono con i relativi processi di riparazione naturali. La ricerca ha stabilito un collegamento fra la capacità del corpo di riparare il cavo ed il recupero feriti della funzione di motore. Una volta che la ferita fosse guarita, le fibre divise del cervello-cavo potrebbero svilupparsi attraverso il luogo della lesione, ristabilente il collegamento fra il cervello ed il midollo spinale, con ripristino risultante di controllo del cervello sopra la funzione di muscolo.
Nella ricerca corrente, gli scienziati hanno fatto una ferita severa di schiacciamento, simile ad una ferita umana frattura/della contusione, in midollo spinale dei ratti adulti appena sotto la vita. Nelle lesioni di schiacciamento, il deperimento del tessuto è esacerbato dal danno secondario causato dal gonfiamento voluminoso mentre i liquidi si accumulano dai vasi sanguigni danneggiati. Quando i ricercatori hanno amministrato la radiazione da solo, non ci era effetto benefico rilevabile sulla riparazione del corpo del cavo schiacciato. Tuttavia, i ricercatori hanno ricordato i risultati a partire quasi da un secolo fa dalla rappresentazione del Alfred R. Allen che l'incisione al luogo di danno lungo il midline del cavo (myelotomy) potrebbe vuotare i liquidi accumulati e ridurre il danno di tessuto.
Kalderon ed i suoi colleghi a Sloan-Kettering allora hanno fatto le micro-incisioni longitudinali giù il centro del cavo danneggiato nelle prime 24 ore dopo la ferita per liberare l'accumulazione fluida. Ci era riduzione significativa del formato del luogo della lesione, confermante il lavoro dell'Allen. Allora hanno unito il trattamento radioattivo con il microsurgery. Quando un'incisione del midline è stata effettuata ad un'ora dopo la ferita, seguita dalla radioterapia localizzata data per i dieci giorni che cominciano il giorno dieci dopo la ferita, ci era quasi un miglioramento doppio nella capacità del corpo di guarire il cavo danneggiato rispetto ai ratti non trattati. Ciò suggerisce che l'accumulazione ed il gonfiamento fluidi debbano in primo luogo essere evitati se la radioterapia è di essere efficace nella promozione della riparazione della ferita. |