Nel loro studio, il Dott. Milano Fiala, dal centro medico di affari del maggior veterano di Los Angeles ed i colleghi in primo luogo indicano che le cellule immuni denominate macrofagi presi dai pazienti con la malattia di Alzheimer non possono eliminare efficientemente l'amiloide e che questa può essere collegata con la regolazione anormale di determinati geni.
Trattando queste cellule con una sostanza attiva trovata in curcuma, denominata bisdemethoxycurcumin, aumenta la produzione di alcuni dei geni ed aumenta la funzione del macrofago, secondo la relazione della squadra, pubblicata nell'edizione in anticipo degli atti dell'Accademia delle Scienze nazionale.
Gli autori notano che altre strategie di trattamento della malattia di Alzheimer hanno tentato di aumentare la distanza di amiloide stimolando l'attività di determinate cellule situate nel cervello. Al contrario, il metodo corrente amplifica la rimozione dell'amiloide aumentando l'attività delle cellule del macrofago derivate dal midollo osseo.
Ulteriori studi sono necessari determinare se aumentando l'anima i livelli di macrofagi che usando un agente orale della curcumina rimuovono le piastre dell'amiloide e producono gli effetti terapeutici, in pazienti con la malattia di Alzheimer, aggiungono.
FONTE: Edizione in anticipo degli atti dell'Accademia delle Scienze nazionale S.U.A., 16 luglio 2007.
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